Benvenuti nel blog di IdV Gualtieri

Lo scopo di questo blog è di dare la possibilità, a chi non ci conosce personalmente, di segnalarci situazioni particolari sul territorio ed eventualmente suggerirci migliorie da realizzare. Inoltre vorremmo trattare avvenimenti politici a carattere nazionale ed internazionale, condividendoli con tutti coloro che lo vorranno.

lunedì 21 settembre 2009

IL PD E’ IL NOSTRO ALLEATO NATURALE, MA NON CI DEVE CONSIDERARE RESIDUALI


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Vi proponiamo un intervista rilasciata all'Unità dal nostro capogruppo alla Camera, On. Massimo Donadi. Ci piacerebbe ricevere le Vostre opinioni riguardo al tema trattato. Grazie.


IDV Gualtieri


“Il Pd è il nostro alleato naturale, ma non ci deve considerare residuali”

L’unica collocazione possibile per l’Idv, “oggi, domani e sempre” è nel centro sinistra. A livello locale come a livello nazionale, con un’unica pregiudiziale: “La massima serietà nella scelta dei candidati”.


Nel centrosinistra per una nuova coalizione, ma alle vostre condizioni.

“Nel centrosinistra sempre – anche se Berlusconi dovesse uscire di scena – e senza venir meno al bipolarismo che non può essere rimesso in discussione. Per questo abbiamo rilanciato il tema delle alleanze: insieme al Pd vogliamo ricostruire una sinistra moderna e riformatrice che sappia tornare al governo con una proposta concreta e non soltanto perché dall’altra parte c’è Berlusconi.


Intanto però ci sono le amministrative e parecchi problemi in molte regioni. I paletti?

“Siamo convinti che per tornare al governo del paese a partire dalle Regioni non serva soltanto un progetto di contenuti di programma, ma sia necessario recuperare rispetto ad un centro destra che ha dimostrato di avere compromesso una serie di valori etici e morali di riferimento, quella diversità che per tanti anni ha contraddistinto le amministrazioni di centrosinistra”.


Tutti uguali?

“Credo che in alcuni casi in questi anni l’idea di buon governo che ha sempre contraddistinto le amministrazioni del centrosinistra sia stata compromessa. Non vogliamo metterci in cattedra e fare i maestrini, ma al Pd diciamo: mettiamoci insieme e ricreiamo questa diversità, ricominciamo a essere la coalizione che mette i migliori amministratori al servizio della collettività, catalizziamo il consenso perché sappiamo gestire il potere riportando il merito al centro. Dobbiamo riaffermare il senso etico di una coalizione di centro sinistra. Il Pd è il nostro alleato naturale, insieme possiamo riuscire nell’impresa. Non escludiamo a priori altre liste, ma a una condizione: chi ha governato male se ne deve andare”.


Vendola in Puglia ha governato male?

“Abbiamo dato due giudizi definitivi sulla Calabria e la Campania. Bassolino e Loiero hanno perso non la fiducia dell’Idv ma di tutti i cittadini campani e calabresi. Quindi vanno mandati a casa, su questo non siamo disponibili a transigere. Sulla Puglia il discorso è aperto, perché abbiamo la sensazione che non sia ancora completamente chiaro se Vendola sia stato vittima di una situazione a sua insaputa o ci siano anche omissioni a lui riconducibili”.


Giorgio Merlo dice “Di Pietro non ha il monopolio della questione morale della politica italiana”. Che gli risponde?

Non teniamo assolutamente, né lo rivendichiamo. Con altrettanta chiarezza diciamo che non accetteremo di essere una componente residuale dell’alleanza di centrosinistra.

Siamo convinti che la famosa Unione dove tutto ruotava attorno ad un partito e il resto era un riempitivo per arrivare al 51% non abbia fatto bene al Pd. Soltanto se si accetta questa regola di convivenza comune si può andare avanti e tornare presto al Governo del Paese.


I rapporti con D’Alema come vanno?

“Ho la sensazione che l’attuale Pd abbia riunito due culture che hanno sempre ritenuto che al di fuori di loro non ci fosse spazio né dignità per altra politica nel centrosinistra. L’Idv mette a disposizione con umiltà della coalizione il valore della passione, dell’impegno civile, della buona politica e forse varrebbe la pena non sottovalutare tutto questo. Mi è sembrato di cogliere un cambiamento in quello che ha detto Pier Luigi Bersani qualche giorno fa: “Forse in passato nell’immaginare il nostro essere all’interno di una coalizione non siamo stati generosi”.


Il grande centro è un’ipotesi realistica?

E’ un bluff, non c’è lo spazio politico e non ci sono i protagonisti all’altezza di questo progetto. Gli italiani, poi, lo hanno già appoggiato a favore del bipolarismo”.


intervista di Maria Zagarelli a Massimo Donadi

l’Unità, 21 settembre2009

venerdì 18 settembre 2009

E' SEMPRE TROPPO PRESTO PER MORIRE ...


Rivolgiamo un doveroso e commosso omaggio a 6 ragazzi italiani uccisi a Kabul da terroristi assassini....


da "Il Sole 24 ore" -
"Erano tutti di età compresa tra i 26 e i 37 anni i sei militari italiani uccisi nel tragico attentato che ha colpito Kabul. I loro nomi:


Roberto Valente. Classe 1972, sergente maggiore in forza al 187° reggimento, era il più anziano dei sei militari: al momento dell'esplosione si trovava sul convoglio che lo avrebbe riportato dall'aeroporto alla base militare in Afghanistan. Aveva lasciato la sua città, Napoli, mercoledì sera, dopo aver trascorso 15 giorni di licenza con la famiglia. «Roberto Valente si trovava sul "lince", un mezzo pesante che ci ha salvato la vita tante volte - ha spiegato il colonnello Luigi Masiello - questa volta però purtroppo è andata diversamente: del resto l'autobomba si è ridotta ad un cartoccio. Evidentemente l'avevano caricata con ingenti quantità di esplosivo, ma questo sarà chiarito nei prossimi giorni».


Giandomenico Pistonami. Classe 1983, primo caporal maggiore in forza al 186° reggimento, era nato a Orvieto, ma da una famiglia originaria di Lubriano nel Viterbese, piccolo centro a pochi chilometri dal capoluogo di provincia umbro. Pistonami, raccontò in un'intervista al settimanale L'Espresso il suo impegno in Afghanistan, pochi giorni dopo la morte di Di Lisio. Pistonami, proprio come Di Lisio, era un mitragliere. «Esco tutti i giorni, faccio da scorta a materiali e persone. Il mio è il ruolo più importante della pattuglia - aveva detto all'inviato Barbara Schiavulli -, ho più campo visivo e uditivo, con un gesto posso fermare le macchine che passano».


Antonio Fortunato. Classe 1974, tenente in forza al 186° reggimento, era originario di Lagonegro (Potenza) e comandava la pattuglia che ha subito l' attentato a Kabul. Con la famiglia si era stabilito da alcuni anni nelle vicinanze di Siena, a Badesse.


Matteo Mureddu. Era originario di Solarussa (Oristano) ma risiedeva da qualche anno a Uopini, nel Comune di Monteriggioni (Siena) il primo caporal maggiore Matteo Mureddu, classe 1983, in forza al 186° reggimento, morto nell'attentato a Kabul. Mureddu lascia un fratello, una sorella e i genitori. Il padre di Mureddu fa il pastore e possiede un piccolo gregge.


Davide Ricchiuto. Nato a Glarus (Svizzera), classe 1983, primo caporal maggiore in forza al 186° reggimento, aveva la funzione di autista di mezzi militari. Non era alla prima missione in Afghanistan.


Massimiliano Randino. Era originario di Pagani (Salerno), ma abitava da alcuni anni a Sesto Fiorentino (Firenze) con la moglie. Classe 1977, primo caporal maggiore, era dal 31 gennaio scorso effettivo al 183° reggimento paracadutisti Nembo di Pistoia, ed era rientrato mercoledì da due settimane trascorse in licenza in Italia. Era appena arrivato a Kabul."

Alle famiglie di questi ragazzi vanno le nostre più sentite condoglianze.

IDV Gualtieri

lunedì 14 settembre 2009

Fenomeni di disagio sociale del Paese


Pubblichiamo un intervento del nostro Presidente, Antonio Di Pietro, riguardante il tema del razzismo. Pensiamo che sia doveroso non chiudere gli occhi di fronte agli episodi di intolleranza, sempre più frequenti, nei confronti di chi ha come unica colpa di avere il colore della pelle diverso o solo di provenire da un paese straniero. Non fate come le tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo. Usate la ragione, non fatevi truffare da chi cavalca il malcontento in modo mirato per accrescere il proprio potere. Occorre vincere i pregiudizi, ma soprattutto occorre combattere coloro che li diffondono. IDV Gualtieri

Intervento di Antonio Di Pietro

"Roma capitale d'Italia è tra le grandi città che hanno bisogno di ascolto. I grandi agglomerati sociali manifestano per primi i segnali di disagio sociale che in realtà sono del Paese intero. Le grandi metropoli sono le antenne del cambiamento, le precursori dell'evoluzione, o dell'involuzione sociale, tecnologica, economica, etica.
"Roma contro l'intolleranza e tutti i razzismi" è lo slogan della fiaccolata che si terrà giovedì 24 settembre, alle 19,00, da piazza SS. Apostoli al Colosseo a cui Italia dei Valori aderirà, coerentemente con i propri valori culturali e politici che proclama ogni giorno.

Il razzismo, l’intolleranza, l’odio per chi è diverso dal proprio modo di pensare e di vivere, sono stati la linfa che ha alimentato le tragedie e gli orrori peggiori del XX secolo.
Poiché la Storia è sovente costituita da corsi e ricorsi, c’è l’obbligo morale di non dimenticare e di opporsi con tutte le proprie forze ad ogni forma di discriminazione, violenza e negazione dei diritti.
Il razzismo è un male molto pericoloso perché, come un virus estremamente contagioso, è in grado di passare da un individuo ad un altro con grande velocità. Sovente assume forme assai diverse e di volta in volta prolifera all’ombra della degenerazione dei concetti di nazione, religione, politica e morale.
Esiste però un minimo comune denominatore che consente di individuarlo sotto le forme più disparate e di combatterlo: l’odio e la violenza che inevitabilmente produce.
A Roma si sono verificati una serie di episodi di violenza che hanno visto vittime persone alle quali gli aggressori rimproveravano un orientamento sessuale diverso dal loro.
Contro questo odioso fenomeno è giusto e doveroso che le istituzioni, la politica, ma soprattutto la società civile scendano in piazza per gridare con voce forte e chiara tutta la loro riprovazione e condanna.
Se questo non avvenisse si rischierebbe di alimentare con l’indifferenza l’odioso fenomeno del razzismo, ponendo le basi per il verificarsi di nuovi episodi di discriminazione e di violenza che oggi hanno come motivo scatenante l’omofobia, ieri avevano il colore della pelle, e domani potrebbero avere come scusa il colore dei capelli o il modo di vestire.
Proprio perché credo profondamente nell’articolo 3 della Costituzione Italiana che proclama l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali, aderisco pienamente e senza riserve alla fiaccolata del 24 settembre contro l’intolleranza e tutti i razzismi e in qualità di parlamentare e presidente di un partito politico quale l’Italia dei Valori, prendo solenne impegno a favorire quanto prima l’approvazione di una legge nazionale contro l’omofobia e a realizzare ogni provvedimento che consenta di affermare la cultura delle pari opportunità e del pieno rispetto dei diritti da parte di ogni cittadino."

Antonio Di Pietro

domenica 13 settembre 2009

Perche' il nucleare non e' la soluzione


Pubblichiamo un intervento, riguardante l'energia nucleare, di Guseppe Vatinno, responsabile nazionale Energia ed Ambiente dell'IDV; per la sua biografia seguite l'indirizzo di seguito: http://www.giuseppevatinno.it/biografia.asp.


Il governo Berlusconi, coerentemente (bisogna dirlo), con il suo programma elettorale si presenta con una riedizione del nucleare in Italia.

Inizialmente, si pensava alla ennesima boutade governativa, con un Presidente del Consiglio tradizionalmente iperattivo ed ipercinetico che vuole pontificare su tutto, perfino sulla fisica atomica. Poi ci si è resi conto che le cose stanno procedendo: il Ministro dello Sviluppo economico Scajola ha firmato un decreto che fa partire la macchina; ora, il prossimo step, è quello di pubblicare la lista dei siti e qui, penso, ne vedremo delle belle poiché nessuno vuole avere una centrale termonucleare nel proprio giardino. Nel frattempo, il giro vorticoso delle superconsulenze ha ripreso il suo corso; studi di fattibilità milionari, magari dati ai soliti “amici degli amici”, si susseguono a ritmo incessante.

Cosa succederà in futuro? Il nucleare berlusconiano veramente ripartirà in Italia o è una specie di “Ponte sullo Stretto” perenne di cui tutti parlano perché intanto non si farà mai? Questi gli interrogativi che attendono risposte.

Intanto vediamo perché, tecnico – politicamente, questo nucleare governativo non ci piace.
Il primo punto è che l’accordo tra l’Enel e l’omonima società francese di elettrcità, sembra fatto su misura per rifilare all’Italia (che del resto è storicamente abituata) un bidone tecnologico: infatti il nucleare francese è di terza generazione mentre ora già gira la versione 3.5 e fra qualche anno addirittura la 4.
Quindi all’Italia capiterà un nucleare in sostanziale “disuso” mondiale. Il nucleare di terza generazione poi presenta ancora problemi relativi alla sicurezza e quindi è un nucleare pericoloso.

Il secondo punto è che il nucleare, al contrario di quanto sbandierato dal Ministro Scajola e da Berlusconi costa e costa molto alla comunità, cioè a noi tutti.
Infatti, nel computo dei costi, si deve mettere anche la costruzione e lo smantellamento della centrale con il che, il costo unitario di Kwh prodotto, non è affatto così conveniente come si vuol fare pensare.

Il terzo punto è che la gestione in sicurezza delle scorie non è affatto risolto se è vero che nessuno sa più dove buttarle, a partire dagli USA del presidente Obama che le nasconde nel sito salino di Yucca Mountains.

Quarto punto le emissioni evitate di CO2, cioè di anidride carbonica, il gas serra responsabile principale dei Cambiamenti climatici, non sono conteggiabili per il Protocollo di Kyoto.

Il quinto punto è che le centrali nucleari sono degli obiettivi terroristici molto sensibili e che quindi richiedono una sorveglianza “h 24” militare molto costosa .

Il sesto punto, ma certo non meno importante degli altri, è che, guidato dagli USA, il Mondo sta dirigendosi con decisione verso le fonti rinnovabili e cioè solare, eolico, biomasse, piccolo idro, energia mareale.

Il settimo punto è che il nucleare civile fa, spesso, da traino al nucleare militare e non vorremo che Berlusconi, saputolo, volesse una bella bomba con il suo faccione.

L’ottavo punto, ma forse anche più importante, è che i cittadini italiani si sono espressi contro il nucleare con un referendum più di venti anni fa.

Insomma, appare chiaro che il nucleare è una scelta di vera retroguardia scientifica, politica, civile ed umana ed occorra una forte opera di mobilitazione dei cittadini per impedirla.

Giuseppe Vatinno

mercoledì 9 settembre 2009

LE "SPARATE" DEL GIORNALE DI FELTRI/BERLUSCONI


Di Pietro: "Dittatura Mediatica"

Roma, 09-09-2009

"La Procura della Repubblica ha già archiviato il caso per ben due volte. E' indagato chi è sotto indagine della Procura, non sotto accertamento della Corte dei Conti. Dal 2004 i magistrati hanno già dato torto a chi ha voluto attaccare Idv". Così Antonio Di Pietro reagisce alla notizia pubblicata oggi dal Giornale sull'apertura di un'inchiesta nei suoi confronti da parte della Corte dei Conti sul finanziamento di Italia dei Valori.

"Oggi tocca a me"
Il Giornale spiega l'ipotesi al vaglio della magistratura contabile: "un’associazione di tre soli soci, Di Pietro, un familiare e un fiduciario, che si chiama Italia dei Valori come il partito, si è sostituito ad esso sfruttando i controlli solo formali della Camera, richiedendo e percependo in sua vece questi fondi pubblici".
"Il Giornale fa cosi, alcuni giornali sotto padrone utilizzano titoli diffamatori per mandare messaggi non ai propri elettori ma a chi vede questi titoli nelle rassegne stampa in tv. L'informazione è sempre più in mano a persone che hanno interesse a denigrare un avversario politico". "Io come Berlusconi? Ma io non ho tre televisioni, un giornale, dei settimanali, non attacco uomini liberi!".

"Sul caso Boffo non si può dire che c'è una nota informativa della polizia che poi si rivela una velina - prosegue Di Pietro - Nel mio caso non si può dire 'è indagato' quando c'è un accertamento amministrativo. I giornali devono prima raccontare i fatti e poi commentare".

Attesa per la Consulta
"Ci sono un milione di cittadini che hanno firmato per eliminare il Lodo Alfano - E' immorale che un premier faccia approvare una legge per non farsi processare".

Agenda politica
"Testamento biologico: si deve avere il diritto di vivere e morire quando si vuole vivere e morire. Respingimenti: ributtare a mare i migranti come scarafaggi senza appurare se hanno diritto all'asilo è un invito alla xenofobia", dice Di Pietro. Sui rapporti Fini-Berlusconi chiede un dibattito parlamentare che appuri lo stato di salute della maggioranza: "Certo, che se Fini passasse dalle parole ai fatti sarebbe meglio"

Irrealistica ipotesi elezioni anticipate
"Berlusconi dal '94 si è messo in politica per motivi giudiziari. Per questo ha interesse a rimanere premier. Gasparri ha detto recentemente che non sono preoccupati dalle vicende giudiziarie perché ci sarà sempre un Ghedini-Ghedoni, un Lodo Alfano...Per questo contrasto Berlusconi".

Di Pietro ricorda poi l'assemblea programmatica di IdV a Vasto il 18-20 settembre, attenta a lavoro, scuola, crisi economica: "A novembre si richia la violenza per la crisi, non per le beghe fra politici".

Alternativa di governo
"Noi di IdV vogliamo assumerci la responsabiiltà di ricostruire una coalizione riformista che offra al paese un programma su occupazione, sicurezza, solidarietà. L'IdV è all' 8%: c'è un Congresso del partito ma la tv di Stato non ne parla", aggiunge Di Pietro.

"Sto ascoltando Marino, Franceschini e Bersani ma l'alleanza con il Pd si fa sui programmi", dice Di Pietro sulla battaglia congressuale del Pd.
Dittatura mediatica
Nel corso dell'intervista al direttore Corradino Mineo la dose di veleno riservata alla Rai, in particolare al direttore del Tg1 Augusto Minzolini, colpevole di non dare visibilità alle iniziative di Italia dei Valori. "Questa è una dittatura mediatica!", denuncia Di Pietro. "Ma non crede che il sistema dell'informazione in Italia garantisca comunque il pluralismo?", chiede Mineo. "Provi a parlare ancora di pluralismo e vedremo la fine che farà lei", replica Di Pietro, alludendo alle prossima tornata di nomine Rai.


4° Incontro Nazionale dell'Italia dei Valori a Vasto.


"Appuntamento a Vasto" di Antonio Di Pietro
Tieniti aggiornato: www.antoniodipietro.it


Il 18, 19 e 20 settembre ci sarà il 4° Incontro Nazionale dell'Italia dei Valori a Vasto.

Durante le tre giornate di lavori ci saranno dibattiti pubblici, con esponenti dell'Italia dei Valori e della società civile, e interviste in studio su tematiche quali l'Economia, l'Informazione, la Giustizia e la Politica estera. Dibattiti e interviste saranno visibili anche dal Web attraverso le dirette streaming sul blog di Antonio Di Pietro e dal portale www.italiadeivalori.it.

Sia nei dibattiti che nelle interviste i cittadini potranno interagire da casa attraverso le chat con le loro domande, ad alcune delle quali, nei limiti del tempo disponibile, verrà data risposta dagli ospiti dei singoli incontri.

Tema centrale delle tre giornate sarà la proposta di programma di governo dell'Italia dei Valori, avviata e discussa per mesi sul blog di Antonio Di Pietro, rielaborata in 10 punti che verranno esposti e presentati ad uno ad uno per un ulteriore contributo da parte dei cittadini.

CIAO MIKE...


Ieri è morto Mike Buongiorno. Doveroso omaggio ad un uomo che ha fatto la storia della televisione italiana.
Ciao Mike.
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