Benvenuti nel blog di IdV Gualtieri

Lo scopo di questo blog è di dare la possibilità, a chi non ci conosce personalmente, di segnalarci situazioni particolari sul territorio ed eventualmente suggerirci migliorie da realizzare. Inoltre vorremmo trattare avvenimenti politici a carattere nazionale ed internazionale, condividendoli con tutti coloro che lo vorranno.

domenica 25 luglio 2010

Antonio Di Pietro è INNOCENTE !


Anche l'ultimo tentativo di infamare Antonio Di Pietro è fallito. I GIUDICI hanno disposto l'ennesima archiviazione, perché le accuse rivolte a Di Pietro non hanno trovato alcun riscontro nei fatti. Antonio Di Pietro è innocente!

Un uomo onesto non ha mai timore di essere condannato; viceversa, altri soggetti (Berlusconi insegna), cercano altre strade. Cercano di delegittimare i propri Giudici, accusandoli di essere COMUNISTI e GIUSTIZIALISTI (quando va bene). Creano, avendone il potere, LEGGI AD PERSONAM con la complicità di POLITICI ASSERVITI.

Le persone oneste, se chiamate in causa, affrontano qualsiasi giudizio perché sanno che alla fine la verità trionfa sempre.

Trascrivo qui di seguito cosa ha riscontrato al riguardo la Procura della Repubblica di Roma:
- “dalla informativa della Guardia di Finanza e dalla documentazione acquisita è emerso che le quote elettorali maturate dall’anno 2004 all’anno 2007 sono state regolarmente versate sul c/c bancario acceso presso la Banca di Credito Bergamasco sito in Bergamo ed intestato al partito Italia dei Valori-Lista Di Pietro. Non appare configurabile, di conseguenza, una non trasparente gestione di tali fondi, atteso che gli stessi risultano depositati presso il conto corrente bancario intestato al partito, circostanza questa che non consente di ritenere ipotizzabile il delitto di cui all’art. 640 c.p. per assoluto difetto degli elementi oggettivi e soggettivi”. Il P.M. dice anche di più: “dalla documentazione acquisita emerge che i fondi erogati e depositati sul conto corrente di IDV non risultano poi essere transitati su altri conti intestati a diverse persone giuridiche”;

- “dalla documentazione acquisita risulta che il codice fiscale è stato attribuito con provvedimento del Ministero delle Finanze al partito IDV: non può pertanto ritenersi falsa l’affermazione resa davanti al notaio di Roma in data 1.12.09 in quanto realmente quel numero di codice fiscale è stato attribuito al partito Italia dei Valori con provvedimento del Ministero delle Finanze fin dall’anno 2003. Si deve pertanto escludere l’esistenza di quelle condotte censurabili che si evidenziano nell’esposto, con conseguente insussistenza del reato di cui all’art. 479 c.p.”.

IdV Gualtieri

domenica 18 luglio 2010

Dove sono gli Italiani ?

Riprendiamo dal blog di Antonio Di Pietro.



La seconda Repubblica sta cadendo sotto i colpi di un nuovo scandalo giudiziario. L’inchiesta sull’eolico e sulla cosiddetta P3 ha messo all'angolo il governo. Esponenti di prim'ordine di questa classe dirigente fanno politica per il loro tornaconto, nulla di nuovo. Sono affaristi che tramutano il potere ottenuto col consenso elettorale in quattrini. Ma in tutto questo bailamme senza fine mi chiedo dove sia finito il cittadino italiano.

L'Italia è una nazione che non si indigna più. La rabbia è un sentimento che sembra non appartenere più al Paese. Dov'è finita, ad esempio, l'Italia ferita e arrabbiata che ho visto durante i funerali di Paolo Borsellino?
Berlusconi nega l'esistenza della P3 e parla di una montatura. Smentisce, con una bella faccia tosta, il certo e il provato. Nonostante le carte processuali, infatti, e le intercettazioni, le stesse che vorrebbe abolire e dalle quali emerge il quadro di una situazione indecente e preoccupante. Eppure alcuni cittadini mantengono delle riserve e dei dubbi sulla disonestà di questo governo. Eppure i sondaggi sembrerebbero non punirlo, lo darebbero ancora capace di vincere le elezioni.
In Inghilterra un ministro si è dimesso perché nella sua nota spese sono finite due cassette porno, in Italia Brancher viene fatto ministro per evitargli un processo per ricettazione.
Nel nostro Paese chi prende e dà mazzette fa carriera, dentro e fuori le istituzioni. Sembra che la mazzetta non sia un problema dei cittadini. Alcuni non comprendono che le tangenti tolgono loro scuole, marciapiedi, servizi, ospedali.
L'Italia non ha più spirito collettivo. L'unico motivo che ha scaldato le piazze è quello del lavoro. Il cittadino scende in piazza solo quando il suo stipendio è a rischio. Quando i suoi interessi vengono toccati direttamente. Se poi c'è un Paese che cade a pezzi, sotto i colpi di un governo di imbroglioni, tutto scorre con tranquillità, quasi fosse normale.

Sono diventate una prassi anche questioni scottanti e delicate come quelle che riguardano la Rai. Con la direzione sciagurata di Minzolini il Tg1 non informa più. Non ha parlato della P3, ha nascosto le vergogne di Brancher e Cosentino, non parla di Cesare, non ha mai detto ai telespettatori che pagano il canone a chi si riferiscono i membri dell’associazione segreta quando usano questo pseudonimo. Un quadro desolante che coincide con lo share in picchiata. L’Italia dei Valori non ha voluto partecipare alla spartizione delle poltrone dell’azienda pubblica e per questo è stata penalizzata in termini di presenze sui tg. Le forze d’opposizione dovrebbero ritirare dal Cda Rai i propri rappresentanti e fare in modo che il servizio pubblico ritorni in mano ai cittadini e che la gestione venga affidata ai professionisti dell’azienda. Altrimenti si rischia di essere complici del ‘direttorissimo’ Minzolini che sta distruggendo la storia del Tg1. Fra le sue malefatte ricordiamo l’isolamento e la cacciata di professionisti come Margherita Busi e Tiziana Ferraro ed altri, giornalisti dalla schiena dritta che hanno la 'colpa' di aver deciso di contrastare la deriva minzoliniana.

L’italiano è fatto così: finché qualcuno non lo tocca personalmente, riesce a tollerare di tutto. E questa si chiama complicità. Per fortuna non tutti sono così. Comunque, a prescindere dal lavoro dei magistrati e da quello che ne verrà fuori, a prescindere da Cesare e dai suoi fedeli, l'Italia oggi ha un bisogno primario: cambiare cultura. Il nostro Paese deve riscoprire la rabbia e l’indignazione. E lo deve fare ogni giorno. Perché indignarsi è un diritto ed un dovere. Perché indignarsi è l'unica strada per rivoltare l'Italia e rifarne una nazione civile. Finché gli industriali non cacceranno via Berlusconi dalle loro convention, fischiandolo invece di applaudirlo, l'Italia sarà sempre terra fertile per i corruttori, e non ci sarà solo la P3, ma anche la P4 e così via.

Il problema è culturale. Il problema della mafia è anche un problema del cittadino lombardo, il problema della Val di Susa è anche un problema del cittadino calabrese, come l'acquedotto pugliese è anche un problema dei piemontesi. Finché non ci sarà questa convinzione, l'Italia rimarrà sempre terra di concime per la corruzione. Non credo, in questo senso, che mandare a casa Berlusconi senza riscoprire una nuova cultura dello Stato, possa risolvere il problema.

sabato 10 luglio 2010

Killer d'Aziende in manette

Avete sentito parlare del caso EUTELIA?
di tanti lavoratori che hanno perso il posto di lavoro?
Ebbene un barlume di GIUSTIZIA si intravvede.

Cosa hanno fatto?

Hanno messo in strada i dipendenti deliberatamente, c'era un patto dietro il fallimento della società». Arresti e 22 perquisizioni in tutta Italia per la bancarotta milionaria Agile-Eutelia, importante gruppo societario nel settore delle telecomunicazioni e dell'information technology. Otto le ordinanze di custodia cautelare, sette eseguite. Sono finiti in manette 7 manager per bancarotta. L'unico a non essere finito in manette è Samuele Landi, ex presidende del cda di Agile e amministratore di Eutelia. È a Dubai, dove si cercherà di prenderlo per rinchiuderlo in carcere.

"Nel novembre dell'anno scorso Landi era entrato nella sede romana di Eutelia, occupata dai lavoratori, capeggiando un gruppo di vigilantes e minacciando i dipendenti. Il suo blitz, immortalato dai tg, è uno degli elementi d'accusa nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Roma, Elvira Tamburelli. «Samuele Landi - scrive il giudice - noncurante della dismissione seppure soltanto formale da cariche del cda, fa irruzione in azienda sprezzante nei confronti dei dipendenti che tentavano di far valere le loro ragioni e che per effetto dei reati da lui commessi hanno perso il lavoro». Landi e un gruppo di soci «hanno acquistato diverse società organizzando una colossale operazione dolosa con l'obiettivo di provocare, tra l'altro, il fallimento di Agile». Un esempio? «I crediti invece di essere riscossi sono stati ceduti per garantire le obbligazioni di un'altra società del gruppo, la Omega».

La cricca, scrive il giudice, si è mossa «con lo scopo di spogliare Agile dei suoi asset, svuotando la cassa, caricandola di debiti e sottraendo garanzie ai creditori, soprattutto ai 1.992 lavoratori messi in strada». Per questo la procura di Roma ha chiesto e ottenuto gli arresti dei vertici di Eutelia, Agile e Omega. In manette Pio Piccini, Leonardo Pizzichi, Claudio Marcello Massa, Marco Fenu, Salvatore Riccardo Cammalleri, Antonangelo Liori, Isacco Landi.

I magistrati contestano «la distrazione di 11.179.989 milioni dalla Agile srl e la sottrazione di crediti della stessa società, ceduti senza garanzia ad altri soggetti, per 5.529.543 milioni». L'indagine nasce dal lavoro svolto dai custodi giudiziari nominati dal tribunale fallimentare di Roma nel febbraio scorso.

I rappresentanti di Agile avevano chiesto un concordato ma offrendo fideiussioni false, chi le aveva garantite era la Cofiar, altra società sotto inchiesta. Dalle intercettazioni i finanzieri del valutario e i pm coordinati da Nello Rossi hanno scoperto che il gruppo ha tentato di avvicinare i custodi giudiziari offrendo consulenze. Al telefono si parla con disinvoltura di documenti falsi, delle manovre per svuotare la società con l'intento di avviare nuove imprese in Italia e in Romania. Infischiandosene di quanti perdevano il lavoro. La prova in una intercettazione dell'aprile scorso. Antonangelo Liori racconta al fratello di aver incontrato i sindacati ai quali ha detto: se c'è fallimento «io continuo ad avere la mia macchina, il mio autista, il mio elicottero, la mia villa.... Tutto uguale e loro non ce l'hanno un lavoro... Questa è la storia». Che bella persona.

Un sentito ringraziamento a tutti coloro che stanno contribuendo a non farci perdere la SPERANZA nella GIUSTIZIA.
Anche per questo caso le INTERCETTAZIONI, che BERLUSCONI e la CRICCA non vogliono, sono state estremamente utili.
Un caloroso invito a non mollare.

IdV Gualtieri

domenica 27 giugno 2010

BRANCHER: il Leggittimo Impedimento è servito.



















Aldo Brancher, ex dipendente Fininvest, ieri condannato per falso in bilancio e finanziamento illecito all’allora Psi e recluso a San Vittore, oggi indagato per appropriazione indebita e ricettazione, è stato nominato ministro dal suo amico Berlusconi per beneficiare del legittimo impedimento.

In questo modo, quindi, ha evitato di presentarsi ieri mattina al tribunale di Milano, dove è imputato nel processo sulla scalata ad Antonveneta da parte di Bpi.

Ciò è possibile grazie alle leggi di questo Governo. Leggi su misura per una classe dirigente implicata nei più disparati procedimenti giudiziari. Il legittimo impedimento è una porcata. E non è solo la vergognosa vicenda Brancher a dirlo. Lo ripetiamo da tempo, e non a caso abbiamo promosso un referendum per abrogarlo. Se n'è accorta perfino la Lega che abbaia a testa bassa ma, comunque, appoggia le schifezze di questo Governo.

Ci chiediamo cosa deve ancora accadere perché gli Italiani tutti e gli elettori del PDL in particolare (almeno quelli in buona fede) si ribellino e abbandonino questa "banda bassotti".

IdV Gualtieri

domenica 13 giugno 2010

I SONDAGGI CHE VORREMMO.


Caro Presidente del Consiglio,
Lei che AMA i SONDAGGI, perché non ci dice cosa pensano VERAMENTE gli ITALIANI della SUA legge bavaglio?

Cosa pensano gli ITALIANI delle Centrali nucleari in ITALIA?

Cosa pensano gli ITALIANI della PRIVATIZZAZIONE dell'ACQUA?

Cosa pensano gli ITALIANI del SUO leggittimo impedimento?

In attesa (vana) di risposta...

IdV Gualtieri

sabato 12 giugno 2010

intercettazioni telefoniche.




Caro Sig. Presidente del Consiglio,
è proprio sicuro che la cosa che sta più a cuore agli ITALIANI sia una legge che impedisca le intercettazioni telefoniche?

Se per ITALIANI s'intendono quelli che ogni giorno si svegliano con il problema del lavoro che non hanno o che stanno rischiando di perderlo, MI CONSENTA, penso che non gli interessi molto una legge del genere.

Se invece per ITALIANI s'intendono quei soggetti che non hanno problemi economici o quelli che al mattino si svegliano con l'intenzione di "fregare il prossimo" o, ancora, quelli che DELINQUONO. Allora penso, che per questo tipo di ITALIANI, è la LEGGE che aspettavano. La ringrazieranno all'infinito. Oggi...e anche DOMANI.

Sig. Presidente del Consiglio, quando tempo DEVONO ancora aspettare gli ITALIANI ONESTI, perchè il GOVERNO si ricordi anche di loro?

IdV Gualtieri

mercoledì 2 giugno 2010

Ma siamo pazzi?


Oggi è il 2 giugno Festa della Repubblica.

Pubblichiamo una notizia che ci ha sconvolto. Guardate (vedi foto) cosa ha pubblicato il Giornale di Vittorio Feltri & Mr. B a seguito dell'attacco, da parte dell'esercito israeliano, alla nave dei pacifisti. Di seguito un articolo di Luca Bonaccorsi ripreso da Terranews.it

"GIUSTIZIA. Ha superato il segno, e questa volta lo denunciamo. Vittorio Feltri, direttore del Giornale, ieri apriva la prima così: “Israele ha fatto bene a sparare”.

Al titolo criminale seguiva un editoriale infarcito di falsità e controinformazione che in confronto le veline dei servizi israeliani sembrano oneste agenzie di stampa. Il Giornale di ieri è uno sconcio per diversi motivi. Il primo è giornalistico: si sostengono infatti una serie di vaccate stratosferche:

1) che Israele ha attaccato la Flotilla per difendere la sovranità dello stato ebraico. Che è falso, visto che le navi piene di aiuti umanitari sono state attaccate in acque internazionali e comunque erano dirette a Gaza, Palestina. Un territorio affamato dal blocco (illegale, quello sì) israeliano.

2) Feltri dice di riferirsi alla ricostruzione “ufficiale” (un corno, è quella del governo israeliano parte in causa) perchè “loro” non erano lì ne c’erano altri giornalisti. Falsissimo. Di giornalisti le navi erano piene, peccato che sono ancora tutti sequestrati illegalmente. Inclusa la troupe di Al Jazeera che era sulla Mavi Marmara.

3) «Israele è in conflitto da sempre con i palestinesi, ma non lo è con il popolo sofferente e incolpevole, ma con Hamas che non è un mite partito votato ad amministrare, è un grande movimento terroristico». Qui più che il falso colpisce l’ignoranza bovina.

Ma Feltri lo sa che Hamas ha guadagnato consensi grazie alla rabbia del popolo “innocente e inconsapevole” per le politiche di Israele nonché l’inettitudine e la corruzione di Al fatah? O che Hamas ha vinto le elezioni politiche democraticamente nel 2006 e non gli è stato concesso di governare? O che a dicembre del 2008 c’è stata una operazione militare chiamata “piombo fuso” che ha devastato Gaza e ucciso migliaia di civili? Grida davvero vendetta. Dove sono l’ordine dei giornalisti, il sindacato della stampa, i paladini della libertà e correttezza d’informazione?

Passi l’ignoranza, e passi pure la malafede. Ma a tutto c’è un limite. Nelle prime ore del mattino di lunedi delle persone sono state uccise senza ragione. Quella che Feltri fa sul Giornale ha un nome preciso nel nostro codice penale: si chiama apologia di reato. Un crimine che le nostre leggi puniscono con la galera da uno a cinque anni. E che nel caso di terrorismo o crimini contro l’umanità, fattispecie che facilmente si potrebbe applicare al caso, viene aumentata della metà.

Non è civile un Paese che permette l’apologia di reato addirittura a mezzo stampa.
Per questo Terra ha dato mandato ai suoi legali di denunciare Vittorio Feltri e il direttore responsabile del Giornale. Ci vediamo in tribunale."

Luca Bonaccorsi

Fonte: TerraNews.it
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